Storia.
Acquavella sorge a poca distanza dai ruderi dell’antica città di Velia, adagiata su un vasto ripiano collinare un'enorme rondine riposa da secoli e secoli su variopinti prati, pascoli erbosi e campi arati. E’ immersa tra le campagne ben curate dalle quali spicca il vivace colore giallo e arancio degli agrumeti o il verde intenso delle vigne e degli ulivi, il clima è dolce e l’aria sana è mitigata dal mare.
foto del palazzo Severini
Vi risiedono circa 650 abitanti ma nelle festività e nel periodo estivo il paese si ripopola, molte sono le persone che per motivi di lavoro hanno dovuto lasciare il luogo che li ha visti nascere, però colgono ogni occasione per ritornare. L’antico nome Aquavella ricorda le num erose sorgenti di acqua: Lacco, Fontanella, Della Selva, Del Mercante e S.Giorgio, in tempi lontani utilizzate dai monaci Basiliani d’Oriente. Il paese si divide in due rioni “Capo Casale” e “Pere Casale”. Capo Casale comprende la torre Ducale dei Sanfelice affiancata dal Palazzo Severini. A Pere Casale invece vi sono il Palazzo Severini e il Palazzo Musto. Ma Acquavella affascina anche per la sua storia millenaria che ancora vive attraverso tradizioni popolari che si tramandano da numerose generazioni. Nel IX secolo i Saraceni, provenienti dall’Africa distrussero l’antica città di Velia, la maggior parte dei suoi abitanti trovò scampo sui monti e nei boschi vicini, ove fondò diversi piccoli villaggi, fra i quali appunto Acquavella. Qualche secolo dopo, tutto il popolo mosso da grande fede e ardore cristiano sentì l’esigenza di costruire una minuscola chiesa dedicata a San Michele Arcangelo protettore dei popoli dalla furia dei Saraceni, inoltre, la gente del luogo era devota alla beata Vergine Maria. La tradizione del popolo vuole che la Statua della Madonna sia stata rinvenuta sulla spiaggia di Casal Velino dopo che una nave di corsari l’aveva gettata a mare per alleggerire il suo carico. La gente dei villaggi vicini era accorsa per appropriarsene, ma essa risultò pesante e difficile da poter essere rimossa. Solo gli acquavellesi riuscirono a portarla con se e ritennero che fu la volontà della Madonna stessa. Tutt’ oggi il 2 luglio si venera la Madonna e ogni 5 anni ricorre la festa grande, la Statua è portata a spalle dalla popolazione per i vicoli del paese, in processione le donne portano sul capo le “cente” che rappresentano un’espressione di voto per la Vergine Maria. La Madonna è faro spirituale e polo di venerazione non solo per la comunità locale, ma anche per i fedeli dei paesi limitrofi tanto che, fino a qualche decennio fa, la chiesa era considerata un Santuario.
PAESAGGIO
Una piazza ampia detta “Sant Antonio” e il monumento a ricordo dei caduti in guerra, aprono le porte al centro che è di costruzione più recente, mentre un'altra piazza più vecchia “Europa”, conduce verso le svariate vie di campagna e le antiche abitazioni. Attraversando a piedi i numerosi vicoli antichi si può notare come molte cose non siano state intaccate dal trascorrere del tempo anzi sembra che tutto sia rimasto impresso tra quelle mura e su quelle viuzze ed è qui che, spesso, per rivivere un po' di storia, si preparano, durante i periodi festivi, delle manifestazioni culturali che animano la curiosità di molti: il presepe vivente, gli antichi mercatini rionali o le rappresentazioni teatrali e canore. Insomma questo paradiso è una piccola fetta del meraviglioso Cilento un luogo pieno di miti, leggende e storie da assaporare e scoprire giorno per giorno.